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In piazza sì, ma sul carro no. Al Roma Pride 2026 non ci sarà, per decisione degli organizzatori, il camion dell’unica associazione Lgbtq+ ebraica italiana, Keshet. Un’estromissione inedita, anche se non tout court, precisano i coordinatori. “Al corteo potrà sfilare chi vuole, ma è inaccettabile la mancata condanna del genocidio a Gaza”. Quindi niente carro alla parata dell’orgoglio omosessuale che dal ‘94 attraversa la città. “Razzisti e antisemiti”, replica indignata Keshet Italia che per 12 anni ha guidato un camion con i colori arcobaleno e la stella di David.
Già dal 2024 e poi nel 2025 c’erano state polemiche per la partecipazione dell’organizzazione ebraica. Chi ne chiedeva l’esclusione e chi denunciava “attacchi antisemiti espliciti”. Il Pride aveva difeso quella presenza. Cos’è cambiato oggi? “La sensibilità verso la causa palestinese è aumentata nella nostra comunità e abbiamo deciso di metterla al centro del Pride”, spiega il portavoce Mario Colamarino.
L’articolo completo di Viola Giannoli su Repubblica
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