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Un boato, le fiamme, le urla. Mezzogiorno passato, quasi l’una. Alla stazione di servizio Ip di Amendolara, una delle principali sul vecchio tracciato della Statale 106, c’è un vecchio minivan scalcinato in fiamme. Si pensa a un incidente, ma quando i vigili del fuoco riescono finalmente a domare le fiamme, si scopre che dentro ci sono i corpi carbonizzati di quattro lavoratori pakistani. E no, stabiliscono in fretta gli investigatori, non è una fatalità.
Si tratta di un omicidio plurimo aggravato, per il quale il cerchio sembra già stringersi: due sospettati, anche loro pakistani, sono stati fermati e portati in caserma. Gli agenti della Mobile di Cosenza li avrebbero individuati a Villapiana. Sapevano chi cercare, grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza e alle prime testimonianze raccolte. Forse però c’è ancora qualcuno che manca all’appello.
Secondo quanto filtra, nei filmati ci sarebbero almeno due persone che prima uno e poi l'altro, bloccano le portiere dall'esterno facendo forza con le braccia mentre dal portellone posteriore viene presumibilmente lanciato liquido infiammabile. Quindi si vede una fiammata e i due fuggire.
I quattro lavoratori rimasti nell’auto potrebbero essere stati bruciati vivi ma l’ultima parola arriverà dalle autopsie. Le fiamme hanno devastato i corpi, quindi toccherà alle analisi tecnico — scientifiche chiarire se i quattro uomini siano stati feriti o uccisi prima del rogo.
L'articolo di Alessia Candito su Repubblica
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