视频说明
Le nostre case stanno cambiando. Al loro interno troviamo gatti che fanno le fusa sopra ad aspirapolvere Roomba che gironzolano per casa. Umanoidi che si occupano delle faccende domestiche. Insetti e microbi che riempiono i nostri frigoriferi, tra kombucha alla spina e farine proteiche. Mentre piante e insalate idroponiche si appropriano di balconi e finestre. Insomma, i nostri ambienti domestici sono il teatro di una lenta e inesorabile invasione. E, di conseguenza, devono evolvere sia funzionalmente sia esteticamente. Devono diventare “poliamorose”.
Negli Stati Uniti, dove vivo, il 71% delle famiglie possiede oggi almeno un animale da compagnia. E l’industria collegata ai pet vale oltre 150 miliardi di dollari: più del PIL di un Paese europeo come la Slovacchia. Questa tendenza, inoltre, è in crescita: i giovani americani della Generazione Z spendono in media oltre cento dollari al mese per i propri animali, spesso sacrificando spese personali pur di non far mancare nulla a cani e gatti. E il 60% di loro, in un recente sondaggio, dichiara che “gli animali domestici sono i nuovi figli, e le piante i nuovi animali domestici”.
Il commento completo di Carlo Ratti su Repubblica
#rep