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Per chi si trovava passare in via Ugo Bassi la mattina del 17 marzo scorso, Luna (nome di fantasia), 52 anni, di origini filippine, resterà la donna che cercava di gridare aiuto incastrata sotto l’autobus: era scivolata dalla banchina mentre arrivava la linea snodabile del numero 19. Per chi la va a trovare adesso, ancora immobile su un letto dell’ospedale Bellaria, è la «signora col sorriso», nonostante abbia perso la gamba destra, completamente amputata. E che ha dovuto, almeno per il momento, rinunciare ad una parte della sua vita: faceva da quasi 25 anni la collaboratrice domestica sotto le Torri. Un lavoro verso cui si stava incamminando spedita anche quel giorno. Poi la caduta, mentre in mezzo era in avvicinamento. Le grida, lo svenimento e l’auto gru e i vigili del fuoco arrivati a estrarla.
Un episodio per cui, dopo la sua querela, sta indagando la magistratura. Per ricostruire cosa sia accaduto: eventuali responsabilità dell’azienda di trasporti, ma anche la conformità del nuovo scivolo, o se la dinamica sia solo accidentale. «Se sarà provato che mi spetta un risarcimento e riuscirò ad averlo, non migliorerà come mi sento, ma aumenterà la dignità dell’azienda», dice lei.
Su Repubblica l’articolo di Alessandra Arini
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