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Lucia ha voluto ascoltare e cantare ‘Terra Promessa’ di Eros Ramazzotti quando la macchina si è avvicinata alla Svizzera, a Zurigo. Al termine di un viaggio doloroso, lungo e faticoso, Lucia, a 80 anni, ha avuto accesso il 3 giugno al suicidio assistito. Ha messo fine ai suoi dolori, alle sue paure e all’incertezza per la malattia degenerativa che la straziava dal 2021, in una terra che non era la sua ma che le ha dato la possibilità di morire come lei desiderava da quasi un anno.
Un grande rimpianto, Lucia, se l’è portato con sé nel breve esilio obbligato: “Potevano permettermi di andare via accanto alla mia famiglia, invece di farmi fare tutta questa strada”. E, invece, ha dovuto percorrere 700 chilometri in auto senza avere accanto suo figlio. Nell’ultimo viaggio, con lei c’erano gli attivisti di Soccorso civile, l’associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è responsabile legale Marco Cappato. Tutti si autodenunceranno il 4 giugno alla questura di Trieste.
L’articolo completo di Romina Marceca su Repubblica