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È il migliore Slam della sua carriera: il 4 giugno si giocherà un posto in finale al Roland Garros. Eppure, Marta Kostyuk non ha mai versato tante lacrime come in questi giorni. “Hanno ripreso a bombardare ogni notte la mia Ucraina”. Ventitré anni, di Kiev, numero 15 Wta. Si era commossa domenica scorsa, al termine del match vinto con la russa Okskana Selechmet’eva. Non le ha stretto la mano.
“In campo dovrò separare il tennis dalla politica - dice Kostyuk -. Dovrò essere capace di giocare, e fare il mio lavoro. Per me domani non cambierà nulla. Però…Mi piacerebbe che ci fosse una presa di posizione più chiara su quello che sta succedendo, soprattutto quando il tuo Paese sta uccidendo altre persone. Non so come possano dormire tranquille sapendo tutto ciò che accade”.
L’articolo completo del nostro inviato Massimo Calandri su Repubblica