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C'è un superstite della strage di braccianti compiuta ieri, 1 giugno, ad Amendolara. Si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle quattro vittime – tre di nazionalità afghana e un pakistano – a Villapiana, Comune non lontano dal luogo dell'omicidio plurimo. L'uomo è stato rintracciato ed intervistato dal Tgr Calabria.
L'uomo ha detto che le vittime erano afghane e che i due fermati accusati di omicidio volontario erano coloro che volevano dei soldi per il trasporto, che le vittime non volevano dare. A quel punto, ha raccontato, i due hanno gettato prima la benzina nell'abitacolo e poi un accendino, bruciando vivi i quattro migranti. Lui è riuscito a fuggire rompendo un finestrino e nel video si vede con le braccia fasciate per le ustioni.
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