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La partita era finita, e nella terza frazione Jannik era addirittura volato via: un primo break, un secondo, 4-0, poi un game a testa. Tre set filati lisci: 6-3, 6-2, 5-1. Mancava un ultimo gioco per chiudere la pratica, ‘Juanma’ Cerundolo al servizio. All’improvviso, dal box quelli del team (Cahill e Vagnozzi, Ferrara e Resnicoff) devono avere notato qualcosa. Forse una leggera zoppìa, si è toccato il gluteo sinistro. “Lasciatemi tranquillo”, gli ha detto l’azzurro, un po’ nervoso. Strano, molto strano. L’argentino ha conservato il suo turno alla battuta, poco male. Ma quando è toccato a lui, servire, non sembrava più Sinner: una goffa discesa a rete, un chilometrico doppio fallo. La battuta da un momento all’altro è diventata più debole, 30 kmh più lenta. Ha ceduto a zero il game. Quanti errori: rovesci colpiti a caso, dritti fuori misura.
L'articolo di Massimo Calandri su Repubblica