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Coda tutta in plexiglas e sotto un 12 cilindri piatto che conosciamo bene, ma con una spinta in più: il turbo.
Sono i favolosi anni Ottanta: Willi König fonda la Koenig Specials e inizia a prendere le supercar più iconiche del momento. Poi le smonta, le gonfia, le trasforma in qualcosa di completamente diverso. Una trasformazione così estrema che Ferrari chiese persino di rimuovere i propri loghi.
Lei, di base, aveva 390 CV, ma i tedeschi ci montarono due turbo, due intercooler e una gestione elettronica Motec. Il risultato? 1.000 CV ottenuti da un motore derivato dalla serie. Per gestire tutta quella potenza, il posteriore venne allargato fino a oltre 2,15 metri: molto più di una Ferrari Testarossa standard.
E voi l’avevate riconosciuta? Fatecelo sapere nei commenti.