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Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, che celebra il referendum con cui gli italiani sancirono il passaggio alla Repubblica, 80 anni fa. Nel 1946. Una data “storica”, che ha dato significato al percorso della nostra democrazia. In questo quadro la figura e il ruolo del presidente della Repubblica è fondamentale. In particolare, di questo presidente. Sergio Mattarella. Per la sua storia personale e familiare. E, comunque, segna il nostro tempo, in una fase attraversata da tensioni e divisioni che mettono in discussione il fondamento stesso della nostra democrazia “rappresentativa”.
Il sondaggio di Demos rileva come la fiducia nei confronti del capo dello Stato, “nel corso del percorso” di Mattarella si sia consolidata e nell’ultimo decennio sia costantemente sopra al 60%. I rapporti che Demos conduce, con 'La Polis-Università' di Urbino, da molti anni confermano questo quadro istituzionale, che vede il presidente della Repubblica come il soggetto intorno a cui ruotano tutte le istituzioni e tutti gli attori politici. Il consenso nei confronti di Mattarella, inoltre, è trasversale sotto diversi profili. Anzitutto, sul piano generazionale. Visto che tocca i livelli più elevati fra i più giovani (sotto i 25 anni): 63%. E, soprattutto, fra i più anziani, con oltre 65 anni. Ma il dato forse più sorprendente riguarda l’orientamento politico. Perché il presidente della Repubblica è una figura istituzionale, ma con poteri e ruoli politici. Quasi il 90% fra i sostenitori di Pd, Italia Viva e +Europa ha fiducia in Mattarella. Ma poco meno anche fra chi è vicino a FI. E registra un sostegno oltre i due terzi anche nella base del M5s e della Lega.
L’articolo completo di Ilvo Diamanti su Repubblica