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La Corte europea dei diritti dell'uomo ha aperto un fascicolo nei confronti dell'Italia sul caso Almasri. E per la prima volta chiede formalmente al governo di spiegare perché non sia stato eseguito fino in fondo il mandato di arresto internazionale nei confronti dell'ex capo della polizia giudiziaria libica accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l'umanità.
La decisione è arrivata il 29 maggio da Strasburgo. I giudici della Cedu hanno comunicato all'Italia due ricorsi presentati da altrettante presunte vittime di Osama Almasri Njeem, disponendo inoltre che il caso venga trattato con procedura prioritaria. Non si tratta ancora di una condanna né di una decisione nel merito. Ma è il primo atto con cui la Corte europea ritiene necessario chiedere conto allo Stato italiano di quanto accaduto nel gennaio del 2025, quando Almasri fu arrestato a Torino in esecuzione del mandato emesso dall'Aja e rimpatriato in Libia appena quarantotto ore dopo.
L’articolo completo di Giuliano Foschini su Repubblica