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Niente libri di scuola il prossimo anno per circa 700 studenti del primo anno degli istituti tecnici di Bologna. E pure per alcune classi di prima elementare. Lo hanno deciso docenti e maestri per protestare contro la scuola di Valditara. Sulla carta si chiama adozione alternativa, una possibilità che esiste dagli anni Settanta, rinnovata nel 2013, che ora diventa una forma di mobilitazione.
Contro i programmi voluti dal ministro Valditara. E contro la riforma dei tecnici che entrerà in vigore a settembre. Hanno già aderito Belluzzi-Fioravanti, Keynes, Serpieri e Scarabelli di Imola per tutte le classi prime, mentre alle Aldini e al Maiorana non verranno adottati i manuali delle materie riformate, come Scienze sperimentali e Italiano. “Non siamo d’accordo con la riforma - spiega Silvia Di Fresco, docente del Keynes e portavoce a Bologna della Rete nazionale dei tecnici - la situazione è paradossale. Non ci sono ancora le linee guida e di conseguenza i manuali scolastici non sono aggiornati. Lo abbiamo spiegato anche alle famiglie. È anche un fatto di responsabilità nei loro confronti. Non far acquistare libri non aderenti ai programmi”.
L’articolo completo di Emanuela Giampaoli su Repubblica Bologna