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"Senti, fammi un fischio quando stai per fare questa cosa, perché se possibile vorrei vedere lo streaming", gli scrive una persona alle 3.11 di venerdì scorso, in una chat di Telegram. Alle 4.14, su un’altra chat spunta questo messaggio: "Posso partecipare?".
Fanno davvero paura le ultime chat trovate dai carabinieri del nucleo Investigativo di Trapani nello smartphone del ragazzino di San Vito Lo Capo che voleva fare una strage a scuola, con due coltelli e un casco inneggiante ai giovani autori di alcuni omicidi nelle scuole americane. In quelle chat potrebbe esserci qualcuno che ha istigato lo studente siciliano ad agire. Per questa ragione la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti in cui si ipotizza il reato di istigazione a delinquere aggravata.
L'articolo di Salvo Palazzolo su Repubblica
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