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Un giovane capodoglio di circa 12 metri nuota a Capo Zafferano, al largo di Palermo. Ad avvistarlo è stato Salvatore Sorci (autore di queste immagini), socio di Siamo Pod, community nata a gennaio 2025 e dedicata alla tutela del mare. Il nome richiama i pod, le strutture familiari formate dai cetacei che si muovono in gruppo. La comunità organizza attività di osservazione e sensibilizzazione a bordo della barca a vela Persea con l'obiettivo di monitorare la presenza dei cetacei nel golfo di Palermo e, più in generale, nelle acque siciliane. «Per cercarli abbiamo navigato ovunque nel Tirreno e infine ce lo siamo trovati praticamente davanti casa dice Sorci è un premio che il mare ci ha dato, un vero regalo, è stata un'emozione potente». A spiegare il valore dell'avvistamento è Manfredi Ziino, anche lui socio di Siamo Pod e guida di whale watching: «Maggiore è la loro presenza, migliore è la salute delle acque: vengono definiti le sentinelle del mare», spiega. Ziino aggiunge che «i cetacei devono lottare contro minacce causate dall'uomo come inquinamento da plastica e microplastica, collisioni accidentali con barche e navi, inquinamento acustico dovuto al traffico marittimo che causa loro la perdita di orientamento e ovviamente il bay catch, cioè le catture accidentali». Nel nostro bacino incrociarne uno non è anomalo ma è molto difficile: sono campioni di apnea, riescono a trattenere il fiato per molto tempo perciò riaffiorano raramente. L'esemplare avvistato con ogni probabilità «è un giovane maschio di capodoglio di circa 12 metri dice ancora Ziino raggiunta una certa età i maschi si allontanano dal pod per muoversi in solitaria». Particolarmente noti nella comunità scientifica per la loro organizzazione sociale, i capodogli vivono in strutture matriarcali guidate da una femmina adulta, con un sistema di trasmissione del comando che passa da madre in figlia. Per chi lo osserva dal mare, resta uno degli incontri più rari e potenti che possano avvenire. (di Eugenia Nicolosi)